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Scenata dal burqa alle veline


Pubblicato il: 7 novembre 2010

“Scenata” dal burqa alle veline – di Anna Redi

Il lavoro prende ispirazione da una domanda: Quale è oggi il corpo delle donne nei media.

Facciamo Scenata come resistenza al mondo delle veline e all’imbarbarimento che ci circonda.
Se il disegno della emancipazione si è realizzato cosa aspetta alle donne?

La omologazione al modello maschile ” globale” o la ricerca di una civiltà arcaica femminile?
Se non si inscena la vittima e quindi non si ha più un forte ruolo identitario quale è l’ alternativa oltre a quella di infilarci nei panni degli uomini e di trasformarci in ometti?

Il corpo della donna come il corpo di un vero uomo? …
Il travestitismo delle donne, con un eccesso di maschile .

Il corpo femminile nel grande bordello televisivo.

Corpi rifatti: plastiche da fare e rifare, non invecchiare. To keep young stay young!

Essere sempre attraenti.

Essere aggressive e violente con il desiderio costante di stravincere.

Corpi come sesso, corpi innocenti di lolite, corpi sempre inadeguati, feriti. Corpi santi.
Quale può essere il corpo della donna nella sua verità? Come si può essere vere donne senza rimettere in scena il patriarcato e senza un burqa?
Attraverso la danza parlare di tutto questo.

Pulsioni inconsce e riflessioni sul simbolico dell’oggi.

Il lavoro nasce da un processo di improvvisazioni e domande al gruppo formato da 5 giovani danzatrici e attrici napoletane. Non vuole essere una generica vulgata neo femminista ma un nostro sguardo ed eco interiore sul femminile oggi nella sua irriducibile specificità
In scena 5 modelli trattati in maniera ironica: la donna sull’orlo di una crisi di nervi, la donna sacra, la donna bambina, la donna velina e la donna maschio.

Il lavoro procede per visioni attraversando momenti di poesia teatrale.

Il trash dell’oggi ci chiede di essere attive e vigili,così da poter diventare esilarante linguaggio teatrale.

con Diana Magri, Elena Fattorusso. Agnese Perrella, Valeria Sacchi, Roberta Ruggiero,e la partecipazione di Marie Therese Sitzia.

Collaborazione Dramaturg Susanne Foellman

Disegno luci: Raffaele Florio

Musiche originali: Riccardo Veno

Un pò di storia

Il progetto “Scenata” è stato realizzato in occasione di Transitidanza1, rassegna di danza contemporanea realizzata alla Sala Assoli del Teatro Nuovo di Napoli, per “Spazi per la danza contemporanea” progetto interregionale di promozione e diffusione della danza contemporanea promosso dall’ Ente Teatrale Italiano in collaborazione con Regione Piemonte, Regione Lazio, Regione Campania e Ministero per I Beni e le Attività culturali – Spettacoli dal vivo.

A marzo 2008 è stato ospite al Festival Unidanza di Madrid.

A luglio è’ stato ospite in residenza al Dock11 di Berlino, centro di ricerca e di produzione per la danza contemporanea, vivaio di coreografi e danzatori della scena internazionale e punto di riferimento per la danza della scena culturale berlinese.

Lo spettacolo ha debuttato al Dock11 il 16 ottobre 2008.

A marzo 2009 è stato invitato al Festival Unidanza di Parigi.

Giovedì 30 Aprile 2009 Fortezza del Priamar:

Con il progetto Petra Mala l’associazione culturale TrueLove ha idealmente invaso la Fortezza del Priamar nel maggio 2007 e 2008, con un laboratorio teatrale nato dai luoghi stessi della Fortezza, che ha prodotto due rappresentazioni itineranti. La prima, nel 2007, si sviluppava lungo i bastioni del Priamar per concludersi in una festosa sarabanda sul piazzale del maschio, la seconda, l’estate scorsa, nasceva dai sotterranei della fortezza, vista come enorme ventre materno. Fu un’esperienza emotiva molto forte sia per gli attori che per le centinaia di spettatori presenti nelle tre serate di repliche.
Con il coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori della città TrueLove ‘invade’ nuovamente gli spazi del Priamar: proseguendo la ricerca iniziata nelle precedenti edizioni e sviluppando questa indagine, il lavoro di questo anno trae ispirazione da una domanda: quale è oggi il corpo delle donne nei media?
Scenata-dal burqa alle veline nasce da un processo di improvvisazioni e domande ad un gruppo formato da 5 giovani danzatrici e attrici Non vuole essere una generica vulgata neo femminista ma uno o sguardo ed eco interiore sul femminile oggi nella sua irriducibile specificità. In scena 5 modelli femminili trattati in maniera ironica: la donna sull’orlo di una crisi di nervi, la donna sacra, la donna bambina, la donna velina e la donna maschio.
Spiega Anna Redi, regista dello spettacolo:” Il grande bordello televisivo ci bombarda di corpi rifatti, plastiche da fare e rifare, l’imperativo è non invecchiare ed essere sempre attraenti, l’obbligo di essere aggressive e violente con il desiderio costante di stravincere. Facciamo Scenata–dal burqua alle veline come resistenza al mondo delle veline e all’imbarbarimento che ci circonda”.
Si è partiti dallo studio di Scenata-dal burqa alle veline nella mattinata del 30 Aprile al quale è seguito un confronto sui temi trattati tra la regista, le attrici e gli studenti presenti che avranno poi la possibilità di partecipare alla fase laboratoriale del progetto, con la regista Anna Redi e la danzatrice Clelia Moretti, sulle tematiche dello spettacolo.
La giornata si è conclusa in Piazzetta Vacciuoli con il finissage Notting Ill Carnival, dalle ore 18.00 live performance di Penelope Please e dj set di Count Jo-Jo – the Soul of Ska.
E’ stato l’evento conclusivo della mostra tenutasi negli spazi della galleria TrueLove intitolata “Cinquant’anni e non sentirli”, dedicata ai 50 anni della bambola più famosa al mondo, la Barbie. Per mezzo secolo Barbie ha dominato una fetta importante dell’immaginario occidentale. Feticcio quotidiano, star multimediale, mistura tra finzione e realtà, ha attraversato le mode in un perfetto gioco di rimando nel chi influenza chi. Non solo gioco, ma vera e propria icona della cultura materiale.







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